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| Scritto da Administrator |
| Lunedì 27 Luglio 2009 15:25 |
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Dai primi anni '90 uno dei miei interessi fondamentali è costituito dalla ricerca sulle possibili risposte a queste domande, ricerca che tuttora non vede la fine ma soltanto la migrazione da un sapere all'altro, dalle neuroscienze all'antropologia, all'etnomusicologia, alla musicoterapia, alla danza e così via...
Il libro che ho pubblicato nel 2006 con Anima Edizioni, "L'Albero della Musica - Tamburo Stati Altri di Coscienza, Drum Therapy", un saggio di oltre 400 pagine, riassume i risultati di questo viaggio, a partire dalle antiche religioni mediterranee della Grande Madre e di Dioniso fino alla musicoterapia e DanzaMovimentoTerapia contemporanee, passando attraverso sciamanesimo, candomblè, sufi, gnawa, tarantismo, tammurriate campane e tutte le pratiche terapeutiche e formative contemporanee centrate sull'uso del tamburo e del movimento. Per scoprire una cosa fondamentale: la possibilità di entrare in stati modificati di coscienza appartiene a tutti e costituisce la base del benessere psichico e fisico dell'essere umano dall'alba dei tempi, la sorgente di rigenerazione delle nostre cellule, della nostra forza vitale, del nostro pensiero.
L'Albero della Musica - Tamburo, Stati altri di coscienza, Drum Therapy Anima Edizioni, Milano 2006, 402 pagg. Prenotate una presentazione musicata del libro presso il vostro spazio oppure ordinate una copia del libro scrivendo a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . Acquista online il libro cliccando qui.
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 08 Ottobre 2009 07:50 |



In quali contesti il tamburo è protagonista di riti terapeutici e di transe? Perchè il tamburo, più di qualunque altro strumento musicale, riveste questo ruolo? Quali elementi sociali, culturali e psico-fisiologici accompagnano la manifestazione della transe indotta dal ritmo di un tamburo? E in che modo noi, oggi, donne e uomini dell'occidente industrializzato, possiamo ancora usare il tamburo per il nostro benessere, da soli o in gruppo, per espandere la percezione e sviluppare il nostro potenziale espressivo e comunicativo?