Drum Power ad EXPO 2015

Si è appena conclusa una delle settimane più incredibili di Drum Power! Un’esperienza unica, resa possibile grazie alla collaborazione avviata con l’Accademia Musicale della Sassonia che ha selezionato Drum Power come fornitore e supporter per la realizzazione di 5 drum circle al giorno, per 5 giorni, ad EXPO 2015 (Milano).

Nella settimana che il Padiglione della Germania ha dedicato alla Sassonia-Anhalt (uno degli stati federati tedeschi), abbiamo così avuto la possibilità di affiancare il direttore dell’Accademia, Peter Grunwald, facendo suonare ogni giorno una media di 300 persone, fra cui anche il Presidente stesso della Sassonia e molti altri rappresentanti istituzionali presenti alle varie cerimonie ufficiali.

Non è la prima volta che faccio 5 drum circle in una giornata, ma farlo per 5 giorni di fila, è stata un’esperienza al limite dell’umano!

Negli ultimi due giorni io ed Enrica eravamo sole a guidare cerchi di turisti italiani e stranieri, lasciando che la stanchezza dei giorni passati si rigenerasse naturalmente attraverso i drum circle stessi, i sorrisi delle persone, l’entusiasmo contagioso che fare musica insieme libera ogni volta nei partecipanti e anche in chi facilita il cerchio stesso.

Non finirò mai di stupirmi di quanto suonare e orchestrare drum circle mi carichi e rinnovi completamente la mia vitalità! D’altronde è proprio questo il drum power :-)!

Voglio condividere con voi i miei biggest learnings, gli apprendimenti più grandi di questi giorni:

  • “Iniziare un cerchio senza iniziare un cerchio”: è possibile fare un drum circle senza fare un cerchio? Fino a prima di EXPO la mia risposta sarebbe stata un sicuro NO. Ma ora è un meraviglioso ! Basta suscitare la curiosità, creando il setting giusto per smuovere l’interesse naturale delle persone nei confronti degli strumenti a percussione. Due persone che suonano gli djembè circondate da percussioni evidentemente “a disposizione” sono sufficienti per attrarre masse di persone che fino a 5′ prima non avrebbero mai neppure pensato di suonare un tamburo! Meraviglia, spontaneità, tribù. Drum Power! 
  • Teamwork in ascolto: l’esperienza più profonda di questa settimana è per me stata quella della capacità di collaborazione che si è sviluppata fra me, Enrica e Peter. Pur non conoscendo  il direttore dell’Accademia Musicale della Sassonia, dal primo minuto del nostro incontro si è subito manifestata una sintonia semplice, profonda, immediata, che ci ha permesso di gestire con scioltezza, fluidità e sicurezza situazioni nuove per tutti e tre e di grande complessità! Con un fugace sguardo, o un gesto al limite dell’invisibile, tutti sapevamo subito cosa fare, come offrire supporto, come gestire la situazione. Un gioco di squadra che non avevo MAI vissuto in nessuno dei tanti team con cui, nel tempo mi sono trovata a cooperare. Siamo arrivati al punto che Peter parlava in tedesco e io lo traducevo in Italiano, senza conoscere il tedesco! Che bello (chissà cosa avrò tradotto però..?!).

Mi piace l’idea di condividere anche i biggest learning di Enrica e dello stesso Peter: il team di facilitatori che, unito e con entusiasmo, ha contribuito alla realizzazione di ogni Drum Circle.

Enrica

  • Con ogni Drum Circle nasce un nuovo team, seppur estemporaneo. Come scrive Diana poco sopra, basta crear il setting giusto per s-muovere il naturale interesse delle persone verso gli strumenti a percussione. Non solo: il fare musica insieme, anche solo per 5 minuti, contribuisce a creare confidenza, coinvolgimento e consapevolezza di far parte di un gruppo comune. Ogni singolo partecipante è presente “insieme con” l’altro, ascoltando, divertendosi e impegnandosi nella riuscita della performance.
  • L’importanza di una facilitazione basata sul SENTIRE. Per quanto mi riguarda quest’esperienza in Expo è stata particolarmente speciale perché per la prima volta ho condotto un Drum Circle. Ho passato ore a prepararmi a casa, in autonomia e con il supporto di Diana ma… una volta in azione, con i partecipanti, ho ribaltato tutto il mio schema creato. Perché? Perché mi sono ascoltata, nell’interazione con il cerchio, e ho lasciato che le mie sensazioni, il mio corpo, la mia spontaneità, guidassero quel Drum Circle. Questo mi è servito a sperimentare una profonda connessione con i partecipanti, da essermi quasi affezionata ad ognuno di loro.  

Ho pensato che questa sintonia è stata possibile perchè tutti siamo molto allenati ad ascoltare, attraverso il drum circle.

E’ l’ascolto che rende facile il teamwork, e fa emergere quella capacità naturale che tutti noi abbiamo di adattarci flessibilmente alle circostanze, in efficienza e con efficacia.

Guardate qui una selezione delle più belle foto scattate dal 27 al 31 Maggio 2015!

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